Oggi sono tanti i gruppi che hanno seguito quella strada o che, partendo da quella base, sono poi approdati ad un loro stile personale, un esempio per tutti i "Loscki Bosky", alcuni invece si sono spinti oltre ed in un periodo in cui sono di moda i TRIBUTI hanno creato un gruppo di cover dei Farinei (i "Meidalmass" della zona del biellese).
Ma tutto ciò è ancora di là da venire nel lontano 1989.
Il successo della cassetta è fulmineo, la prima edizione viene bruciata in pochi giorni, le successive ristampe vanno a realizzare un successo senza precedenti, le vendite superano presto le 2.000 copie.
Da un giorno all'altro molti giovani del Piemonte possono cantare "ma cuma l'è che tüti ciulu e mi ciul nen...", e questo mette immediatamente di ottimo umore il loro produttore discografico Piero Montanaro, con la cui casa discografica "Canterò" comincia un binomio di collaborazione che dura tuttora.
Tutti vogliono sapere chi sono queste persone che nessuno conosce, del resto l'immagine della copertina li ritrae da bimbi, il nome stesso, che in italiano suonerebbe "monelli della prugna", non fa che attirare l'attenzione.
Ci sono i primi contatti per vederli e loro, il cui progetto inizialmente era di essere un gruppo fantasma, ovvero di incidere solamente ogni tanto e non farsi mai vedere, devono per forza cambiare le loro strategie!
Linus, Bob e Lucas così fanno la loro prima apparizione alla discoteca CAB 3, mentre Fabrizio per il momento rimane in disparte a causa della carriera di cantante (nella musica dance con lo pseudonimo di "Brian Ice") ma li segue fuori dal palco.
Nel 1990 esce il secondo lavoro, intitolato semplicemente "Farinei dla brigna II", che va a consolidare la loro fama.
Partecipano al Canta Piemonte e giungono secondi con il brano "Il safari cun la jeep".
Da questo momento in poi, a chiunque chiediate in Piemonte, il nome non è più sconosciuto, tutti i visi si aprono in un sorriso e li riconoscono.
Nella nuova cassetta c'è la registrazione di "La me Panda a perd i toch" (l'incisione è quella del 1986 nel Boomerang studio!), che diventa un inno che i Farinei suoneranno dal vivo fino ai giorni nostri.
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